Un goban fotorealistico e meraviglioso

Dragon Go Server è senza dubbio un ottimo servizio per giocare le partite di Go on line non in tempo reale ma attualmente manca della possibilità di visualizzare, direttamente on line, le partite in corso mossa dopo mossa come con il nostro visualizzatore di file sgf preferito. Per supplire a tutto ciò ci viene incontro una fantastica applicazione web jGoBoard, realizzata in JavaScript. La qualità del goban e delle pietre è davvero impressionante, ricorda il software Sente per Mac. Il sito in questione, inoltre, offre una sezione in cui è possibile caricare le proprie partite in corso o tutte quelle che si vogliono visionare. Basta cliccare su questo link. L’ho inserito anche nella sezione Strumenti per il Go di questo blog. Lo trovate nel menu di sinistra.

Corso di tesuji e fuseki al Go Club di Milano

Paolo Montrasio, finalista del Campionato Italiano nel 2000 è L’istruttore del corso, iniziato mercoledì 2 marzo presso la sede del Go Club Milano, incentrato sulle tecniche illustrate nei libri “Tesuji and Anti-Suji of Go” di Sakata Eio, Honinbo onorario, e “501 Opening Problems” di Richard Bozulich e Rob Van Zeijst. Le lezioni sono gratuite e si terranno durante gli orari di Club, a partire dalle 21:30 il mercoledì e dalle 17:00 il sabato. Ogni lezione durerà al massimo un’ora per lasciare il tempo di mettere in pratica con delle partite quanto imparato in precedenza.
Vi riporto il link che vi rimanda direttamente al sito nella sezione dedicata al corso con la possibilità di vedere i video delle lezioni.

Come si gioca a Go

Si devono posizionare a turno su una tavola da gioco (goban) le pietre del colore che si è scelto (bianco o nero) in qualunque punto sulle intersezioni delle linee orizzontali e verticali. Inizia chi ha le pietre di colore nero. Le pietre non possono essere più rimosse dal goban a meno che siano catturate, cioè completamente circondate dalle pietre dell’avversario. Una volta rimosse, le pietre vengono dette “prigionieri” e poste fuori dal goban (generalmente nel coperchio del contenitore che le contiene) serviranno a fine partita per il conteggio finale dei punti. Bisogna circondare con le proprie pietre qualcosa o un’area (territorio), data dal numero delle intersezioni vuote (punti) nell’area specifica o completamente le pietre dell’avversario purché circondino a loro volta al massimo una sola intersezione vuota (occhio). In tal caso, inserendo una propria pietra nell’unica intersezione vuota rimasta, tutte le pietre dell’avversario si dicono morte, vengono catturate e rimosse dal goban. Un gruppo di pietre dell’avversario completamente circondato ma con 2 occhi è sempre vivo e non può mai morire perché avrei bisogno di 2 mosse per ucciderlo ma ogni giocatore ne può fare al massimo una a turno e non può suicidarsi se non per catturare. La partita finisce quando entrambi i giocatori dicono “Passo” o uno dei due decide di perdere dicendo “Abbandono”. Vince chi fa più punti di territorio dati dal numero di intersezioni vuote rimaste a fine partita e inserendo le eventuali pietre catturate nelle intersezioni vuote dell’avversario per diminuirne il numero e quindi i punti. Per convenzione il Bianco ha un vantaggio di 6.5 punti (komi) in più del Nero ad inizio partita. Ciò è dato per colmare lo svantaggio che avrebbe giocando per secondo. Le pietre è meglio posizionarle secondo una propria logica e cercando di capire quella dell’avversario.

Per farvi meglio comprendere meglio cosa sia il Go inserisco in questo articolo la partita del secolo (scorso), giocata nel 1933 tra Honinbo Shusai e Go Seigen. Provate anche voi nelle vostre partite a giocare la mossa più cosmica in assoluto, quella al centro (tengen) :)

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Gli errori tipici in una partita di Go

Vi elenco alcuni errori tipici che un principiante può compiere giocando a Go:

1. Giocare mosse pensando esclusivamente alle proprie pietre
2. Fare una mossa senza aver prima riflettuto su tutte quelle a disposizione dell’avversario
3. Posizionare una pietra per vedere quello che succede

Vi sono anche tutta una serie di errori legati alla cattiva gestione dell’atsumi, di giocarci troppo vicino o di giocare in un territorio aperto sotto. Sono tutti contenuti nel libro “In the Beginning” di Ishigure Ikuro, un ottimo libro che vi consiglio di acquistare.