Immedesimarsi e vincere una partita

Immedesimarsi nel proprio avversario è di vitale importanza nel gioco del Go. Prima di giocare una vostra mossa, provate a pensare alle 4-5 mosse che farebbe il vostro avversario. Ordinatele secondo la loro forza e giocatele al suo posto. Vi accorgerete così anche dei suoi errori. Ovviamente preferite sempre le mosse sente rispetto a quelle gote.

Il controllo della mente: il terzo occhio

Arrivati a questo livello di perfezione, perseguito dagli antichi sciamani, tutto è possibile e ci si rende immediatamente conto dell’assunto: “Tutto è in Uno e Uno è in Tutti”. E’ come se si aprisse una porta, il terzo occhio e ci si fondesse con la mente del Creatore, cioé con Dio. Coloro che non credono in Dio sono coloro che non hanno mai avuto esperienze mistiche. In ogni caso non penso che esista sulla faccia della Terra una persona che abbia il coraggio di negare, almeno una volta nella vta, che gli sia capitato qualcosa di strano o paranormale. Trattasi delle classiche coincidenze…

Parlando di Go: saper dominare e controllare le 2 energie positive (pietre bianche) e negative (pietre nere), è già un gran passo avanti verso la conoscienza dell’Assoluto.

Atsumi! Ecco da dove proviene l’energia

Mi sono accorto che sui libri di Go il termine “atsumi” è stato tradotto impropriamente. L’ho capito iniziando a leggere il libro “All about thickness”. E’ sempre difficile tradurre un concetto e riportarlo in un’altra lingua. Alcune volte certi termini non esistono nella lingua tradotta. E’ il caso della parola “atsumi” in giapponese e tradotta con “thickness” in inglese. In italiano potrebbe essere tradotta con il termine forza o anche energia, anche se tale termine non traduce perfettamente tutto quello che vuole significare. Inoltre anche il territorio crea della forza, in 2 direzioni, verso il basso e verso l’alto (se non è circondato). Ho avuto la sensazione che traducendo il termine “atsumi” da una lingua all’altra si sia perso qualcosa per strada. “Atsumi” è il potenziale energetico derivante da un gruppo di pietre connesse. Non è sufficiente avere un gruppo connesso di pietre (cioè creare la “thickness”) per avere l’atsumi, bisogna anche che queste pietre creino un potenziale energetico, cioè che i gruppi avversari vicini ad essa siano deboli.

Vincere o perdere

Quando si gioca a Go, a scacchi o semplicemente si pratica uno sport dove vi sono degli avversari da battere, ricordatevi che non sono loro quelli che dovete battere ma voi stessi! Bisogna sconfiggere i propri limiti, non certo gli avversari, che vanno ringraziati per avere permesso lo svolgimento della partita, avervi arrecato piacere e soprattutto avervi fatto crescere. La sconfitta è sempre possibile ma non deve essere motivo di rimpianto, va semplicemente accettata purché si sia consapevoli di aver dato il massimo, cioè il 110% di quello che si poteva dare :). Se farete come vi ho detto, sappiate che io, una persona qualunque, dovunque voi siate, sarò sempre orgoglioso di voi!

Verso la perfezione nel gioco del Go…

Considerando la posizione delle forze in campo (territorio ed atsumi/energia), il giocatore di Go cerca di trovare la sequenza di mosse ottimale per ricavare il massimo profitto possibile. Tanto più il livello di gioco è alto, tanto più questo massimo si tradurrà in una posizione di equilibrio. E’ bene porsi dei chiari e ben definiti obiettivi durante il gioco, come del resto anche nella vita, altrimenti si rischia di sparare a vuoto e, quindi, di non concretizzare in termini di punti. L’obiettivo finale è chiaramente la vittoria, che si può ottenere attraverso il raggiungimento di obiettivi intermedi (uccisione o non uccisione di un gruppo, creazione di territorio, creazione di energia ecc…) finalizzati al ricavo del massimo profitto possibile in una determinata posizione. Lo schema del giorno:

1. CONSIDERAZIONE DELLA POSIZIONE DELLE FORZE IN CAMPO (TERRITORIO/ENERGIA)
2. TATTICA (SEQUENZA DI MOSSE)
3. STRATEGIA (OBIETTIVO: RICAVARE MASSIMO DA POSIZIONE)

Tattica e Strategia

Nel Go conta di più la tattica o la strategia? La domanda è molto interessante e merita un approfondimento. Innanzitutto cerchiamo di capire cosa significhi tattica e cosa, invece, strategia. Ho trovato sul sito del Dr. Albanesi, http://www.albanesi.it/Scacchi/giocatore_scacchi.htm, un appassionato giocatore di scacchi, una risposta chiarificatrice.

La tattica può essere definita come la capacità di trovare e calcolare combinazioni. È importante a tutti i livelli, probabilmente la caratteristica più generale e fondamentale. Infatti una delle caratteristiche più evidenti del principiante (kyu) è la carenza tattica. Non vede le mosse! Non ha una buona capacità di lettura.

La strategia può essere definita come la comprensione della posizione con la capacità di elaborare piani significativi per lo svolgimento della partita.

Nel gioco degli scacchi la strategia per il principiante è sicuramente meno importante della tattica. Se il giocatore non ambisce a livelli medi (ricordiamo che un giocatore con la forza di 1.600 punti ELO batte facilmente qualsiasi giocatore da caffè…), la comprensione strategica dei soliti concetti (pedone debole, colonna aperta, blocco ecc.) è talmente vaga e teorica che difficilmente riuscirà a metterla in pratica senza una salda competenza tattica.

Nel Go il giocatore kyu tende ad essere più strategico e meno tattico. Ciò è dovuto al fatto che l’essere tattico è molto più faticoso, bisogna leggere bene le mosse, calcolare ecc… Al contrario, il giocatore di livello dan è molto più tattico.

Il professionista è sia tattico che strategico e sa ricavare il massimo possibile da una determinata posizione.

Ho elaborato uno schema mentale che dovrebbe servire per crescere più rapidamente:

1.Tattica (immedesimarsi, prevedere, anticipare, creazione di forme solide ecc..)
2. Strategia (direzioni, uso della forza (data dall’influenza), concretizzare punti ecc…)